SALVATORE LIONIELLO

Classe 1987, mi avvicino al mondo della pizza dapprima per necessità, poi per passione: non credo che pizzaioli si nasca, ma che lo si diventi giorno dopo giorno dedicandosi pienamente a quest’arte.
Con il tempo ho scoperto che se gli dedichi la giusta passione, il mondo dell’arte bianca sa ricompensarti con grosse soddisfazioni.

Parlare di me, senza parlare della mia storia e del territorio in cui sono cresciuto, mi è quasi impossibile: è proprio nei miei ricordi che trovo la maggiore ispirazione per le mie pizze.
A volte è sufficiente un odore, per farmi tornare indietro negli anni, regalandomi suggestioni che poi si trasformeranno in nuove ricette.
Perchè per me, preparare una pizza, vuol dire principalmente quello: far scoprire attraverso i suoi ingredienti e sapori, le stesse emozioni che mi hanno ispirato nel prepararla.

Ricordo le mani di mio padre che si muovevano agilmente dietro il bancone, il rumore del mercato nella piazza, il via vai di gente che si fermava a mangiare le “nostre” pizze a portafoglio. Orta di Atella è il luogo in cui è iniziato tutto, un imprescindibile punto di partenza grazie al quale sono diventato ciò che sono oggi.

Adoperare ingredienti naturali che provengono dal mio territorio, seguendone la stagionalità, è il mio modo per rendere omaggio alla terra in cui sono cresciuto e alle persone che mi hano incoraggiato durante tutto il mio percorso di crescita, sia professionale che personale.

Nel 2014 ho ricevuto il mio primo riconoscimento al Campionato mondiale di Parma come migliore pizza in teglia, seguito poi da quello di Napoli per la migliore senza glutine. È stato in quel momento che ho realizzato quale sarebbe stata la mia strada: nata come necessità, la pizza è diventata oggi una delle costanti più importanti della mia vita, proprio come la mia famiglia e le mie origini.

  • #DIVERSAMENTENAPOLETANA
  • Una delle contestazioni che più spesso mi viene fatta (e come a me, anche a molti altri colleghi), è che però “la pizza napoletana è tutt’altra cosa”. Verissimo.

    Proprio per questo motivo, fin dall’inizio della mia carriera, ho voluto ribadire io per primo questo concetto, attribuendo alle mie creazioni il termine di #DiversamenteNapoletane. Insomma, una dichiarazione d’intenti fin dal nome: con la loro particolarità e ricercatezza, ho voluto ricreare un prodotto che pur essendo ben riconoscibile, si mostrasse diverso rispetto al suo “fratello” (o forse, sarebbe meglio dire, “genitore”) napoletano: un cornicione alto ma sofficissimo, un impasto leggero, e un topping che segue la stagionalità degli ingredienti, così da poterne esaltare i sapori e le qualità.

  • DA LIONIELLO
  • Pizza per me vuol dire famiglia, conforto, divertimento. Rapporto con il territorio. 

    Ed è proprio da questi concetti che sono partito per realizzare il mio locale. 

    Il profumo della terra in cui vivo e dei suoi prodotti sono il punto di partenza di tutto: preferisco puntare su materie prime che posso scegliere personalmente, coltivate dagli stessi agricoltori che incontro ogni giorno, che conoscono i segreti della terra in cui vivono, seguendone la stagionalità per non tradirne mai i sapori originali. 

    Mi piace pensare al mio locale non come una semplice pizzeria, ma piuttosto come un’esperienza gastronomica completa, idealizzando così un concept che possa andare ben al di là del solito mordi-e-fuggi: un luogo in cui le persone possano sentirsi a casa propria, sedendosi a un tavolo per condividere i momenti più importanti della giornata. 

    Perchè il vero fulcro di una famiglia, ruota principalmente intorno alla tavola: è lì che, tra un piatto e un altro, a casa o in un locale, si sta insieme, si parla della propria giornata, ci si racconta. 

    Ai miei clienti devo il mio successo: il momento storico in cui viviamo, con i social che consentono di sentirsi tutti più vicini e raggiungibili, mi permette di dire che li conosco quasi tutti personalmente: il minimo che potessi fare per loro, era creare un posto in cui accoglierli e farli sentire a proprio agio. È il mio modo per dir loro “grazie”.